
Al comparto a 7 non riesce l’impresa compiuta dalla nostra squadra a 5 e il sogno della doppia finale Gvl sfuma alla lotteria dei rigori. Gli uomini di mister Dovellini, ieri in Svizzera con la Fiorentina, quindi diretti da Patron Zatteri, escono quindi ai quarti di finale della griglia delle seconde, ma senza alcun dramma, anzi, consapevoli dell’enorme passo avanti fatto in un solo anno di ufficiale esistenza del comparto. Nel precampionato di un anno fa prendevamo labbrate da tutti, e che labbrate… Ora abbiamo un senso, pedine importanti, tutti i giocatori messi al posto giusto, siamo competitivi contro chiunque e il divertimento è garantito. Al cospetto del Lungarno, che si dimostra, come da pronostico, squadra giocabile e alla portata, i Giardini devono rinunciare ai soli turnisti Ale Gallo, DeBiase, Frosini, Valiani e Antonelli, oltre all’acciaccato Zatteri che funge da mister. Il Patron conferma più o meno i partenti degli ottavi, cambiando le fasce, grazie ai rientranti Frulli (per Valiani a sinistra) e Bresciani, che spedisce inizialmente Laddomada in panchina, reduce da una settimana influenzata; e il portiere. Vaccaro infatti rileva il suo vice Fantini e risulterà l’assoluto migliore in campo. Dietro certezze dalla coppia Lamioni-Kuka, con Pieri a gara in corso; centrocampo affidato alla garanzia Sinameta, seppur con fiato limitato (ed improbabili sostituti temporanei… leggasi Frulli e Laddomada). Davanti Pattacini, coadiuvato da Ciolli quando stanco. La prima vera occasione è dei rivali, che approfittano di un mancato ripiego di un Bresciani ancora un po’ troppo anarchico e costringono Vaccaro ad un autentico miracolo. L’occasionissima arriva presto anche per i Giardini, quando Lamioni pesca Sinameta solissimo davanti al portiere, ma il capitano dilapida la grande opportunità tentando un’improbabile conclusione aerea di tacco. Sono comunque i Giardini a suonare il primo squillo vincente, proprio grazie a questi due… Poco dopo infatti Lamioni inventa e Sinameta finalizza per l’1-0 Gvl. Purtroppo il vantaggio dura assai poco e il Lungarno perviene al pareggio… Nell’occasione ripiego tardivo del subentrato avvocato, che in fascia destra vive cinque minuti di autentico panico al cospetto del più forte tra i rivali. Dopo l’1-1 infatti, sempre da quella parte, giungono altre due occasionissime avversarie, che costringono l’ottimo Vaccaro ad altri due interventi prodigiosi. A rispostare gli equilibri ci pensa bomber Ciollao, autore di un gran finale di frazione. Suo il palo clamoroso, che propizia poi il 2-1 tutto grinta e potenza di Sinameta. Peccato che nei minuti finali il Lungarno si riaffacci prepotentemente sul fronte opposto, costringendo prima Bresciani ad un epico salvataggio a pochi centimetri dalla linea di porta, ma anche siglando su pregevolissima punizione il 2-2 proprio sul gong della frazione. Il pareggio non scalfisce assolutamente l’autostima dei nostri, che crescono di minuto in minuto e giocano un inizio secondo tempo pazzesco, a misure ormai prese ai rivali. Lamioni, sempre tra i migliori, riporta subito in vantaggio i Giardini con un calcio di punizione straordinario. Poi il 4-2 viene sfiorato davvero di un niente da Pattacini prima e dall’avvocato poi, passando per un quasi-goal di Bresciani che ha del clamoroso… Ma il quarto goal non arriva e, proprio sul più bello, il Lungarno perviene al pareggio con un grondone da lontano, che coglie un po’ impreparato l’eroe di serata Vaccaro. Le emozioni però non finiscono qui… Passare dal vincerla uguale, al quasi perderla, è un attimo. Una gran punizione di Pattacini sfiora infatti il 4-3, poi però Vaccaro compie la quarta prodezza personale di serata sventando un goal fatto. Ma è soprattutto in pieno recupero che i Giardini dilapidano in un’azione il tanto di buono esibito. I nostri si ritrovano al limite dell’area, lanciati in contropiede tre contro uno. Il pallone ce l’ha Pattacini, che ignora Sinameta e soprattutto il ben appostato Frulli, calcia comunque molto bene, seppur scegliendo la soluzione più difficile, e il pallone si stampa sulla traversa, costringendo l’epilogo ai rigori. La serie dei penalties si sa, a volte sorride, come agli ottavi, a volte deprime, e stavolta è andata male… Vaccaro si butta decisamente troppo presto sul primo rigore rivale, ma Kuka pareggia subito il conto con freddezza. Purtroppo anche sul secondo, centrale, il portierone dei Giardini potrebbe far meglio e al suo errore segue un rigore calciato male da Pattacini, che non si accorge del movimento precocissimo di un portiere rivale certo non eccelso… Si mette male. Bravissimo Vaccaro sul terzo rigore, calciato molto bene, quando riesce a deviare il pallone sul palo con un balzo felino, ma la palla carambola lo stesso in porta… Particolari che fanno la differenza. Lamioni, stavolta impeccabile, porta i Giardini sul 3-2. Segue l’ennesima prodezza di serata di Vaccaro, che para il quarto rigore rivale rimettendo in corsa i Giardini, traditi però forse dal loro miglior rigorista, Ciollao, uno che di rigori ne sbaglia davvero pochi… Stavolta però lo calcia male, tirando come Pattacini, senza approfittare del precocissimo movimento del portiere. Il sogno sfuma decisamente quando l’ottimo quinto rigore rivale si insacca regalando matematicamente la vittoria, senza che il quinto rigore dei Giardini abbia ormai senso. Grande delusione per il risultato, ma, lo si intuisce, grande gioia per come la squadra sia cresciuta, per quanto di buono sia stato costruito in solo un anno di esperienza. Entusiasmo riportato ovviamente nell’annunciato, godereccio e mitico post-partita all’Overkill, a cui dedichiamo le immagini a margine di questo articolo. Ora tutti alla finale di martedì a tifare per il comparto a 5!!
