
Narrazioni che a raccontarle, logico che non ci si creda… Siamo anche un po’ stanchi di piangerci addosso, pratica peraltro davvero inutile, ma se da un lato il nostro comparto a 7 sta iniziando a trovare la quadra e se la gioca oggettivamente alla pari anche con le più forti del campionato, dall’altro l’inculata, scusateci il francesismo, è sempre dietro l’angolo. Stavolta i Giardini, pur privi di pedine fondamentali come Lamioni, Pattacini, Frulli e DeBiase, giocano totalmente alla pari contro la seconda in classifica, il Macchinaio FC, ritenuta da molti, per noi a ragione, la più forte squadra del torneo… La sconfitta arriva solo in pieno recupero su calcio di rigore… Una trama che nemmeno Dario Argento… Un concentratissimo a sempre più coinvolto mister Dovellini inizia il match con Tommy Matera tra i pali (dalla prossima dovremo rivedere Vaccaro). Davanti a lui solida difesa a due composta da Kuka e Bottai. Faro Meoni in mezzo al campo (davvero tanta roba .. ) coadiuvato a destra da Laddomada e a sinistra dallo stakanovista Frosini, con Terzani terminale offensivo. Un Settebello davvero di tutto rispetto. Pronti a gara in corso Pieri, Patron Zatteri, come sempre capitano della spedizione, e Sinameta, che torna due mesi dopo sul luogo del misfatto e lo fa arrivando a gara iniziata e con le cartucce troppo fredde… Insomma ne combinerà di ogni… Ma rientrare dopo molto tempo, si sa, è roba dura per tutti. I Giardini iniziano con un giro palla davvero invidiabile, ci sono idee, dinamismo, sembra incredibile ma i nostri appaiono da subito superiori rispetto al pur fortissimo avversario di turno. Quello che manca inizialmente è solo un pizzico di concentrazione in più nelle retrovie. Prima la combina Bottai, con uno sciagurato passaggio orizzontale, che manda in porta i rivali, ma i Giardini vengono graziati… Poi, attorno a metà frazione, la combina Sinameta, che cincischia invece di spazzare e stavolta il Macchinaio non perdona. Nonostante l’1-0 rivale, i Giardini vantano molte più occasioni, anche se quelle davvero clamorose arriveranno nella ripresa, mentre gli avversari si affacciano più di rado in avanti, ma quando lo fanno sanno mordere di più, sembrano più cinici. Matera compie una straordinaria parata, poi, in pieno recupero, l’unica volta in tutto l’arco del match in cui Meoni non segue il suo uomo, i Giardini subiscono il 2-0… Una doccia fredda che avrebbe steso chiunque, ma non questi Giardini, autori di una ripresa sensazionale. Il secondo tempo inizia subito con un’occasionissima per Pieri, che riceve palla ad un metro dalla linea di porta, ma invece di abbattere tutto col mancino, tenta un inguardabile esterno destro, passando di fatto la palla al portiere. Giardini vicino al goal anche poco dopo, con una sassata di Laddomada, ben neutralizzata dal portiere rivale. Dai dai il 2-1 però arriva e proprio col fortissimo Meoni, che riceve una delle tante ottime sponde di Terzani (davvero bravo anche lui nella gestione del pallone) e trafigge il Macchinaio con una conclusione all’angolino. Il già convinto forcing giardiniano diventa asfissiante e gli avversari sembrano davvero alle corde. L’azione più spettacolare del match vede Sinameta sparare con precisione verso Meoni e buttarsi in avanti, il 94+2 (questa sarà la sua nuova maglia), chiude il triangolo addirittura di tacco, Sinameta non se lo fa ripetere e calcia al volo verso l’incrocio dei pali, costringendo il portiere rivale ad un intervento pazzesco. Ma ancora… Punizione di Sinameta dalla trequarti, Meoni si avventa di testa sul pallone e la sua conclusione colpisce in pieno il palo. Quando tutto sembra ormai perduto, proprio allo scadere, Dovellini gioca la sua carta vincente, allargando Terzani sulla destra, dove può, accentrandosi, arrivare più facilmente al tiro, sostituendolo in avanti con un esile ma esperto Zatteri. Quest’ultimo è bravo nel fare spazio al 90, che a sua volta è bravissimo sulla conclusione mancina chirurgica, che attraversa una selva di gambe e regala il 2-2 ai Giardini… Un pareggio in extremis di enorme valore, con un altro mancino letale, come accaduto 24 prima a cinque con Frosini… Ma purtroppo qua è tutt’altro che finita… Siamo in pieno recupero quando succede l’imponderabile… Proprio Frosini, esausto, viene superato in fascia e decide incomprensibilmente di non stendere l’avversario… L’azione prosegue con un lancio in mezzo, comunque comodo per la spazzata di Sinameta, che liscia di fatto il pallone, favorendo l’ultima incursione disperata dell’attaccante rivale… Al numero 63 non resta che stenderlo in piena area. La frittata è di quelle grosse… È calcio di rigore, il Macchinaio trasforma e, dopo una manciata di secondi, la partita finisce. Ci sarebbe da piangere, ma alcuni dei nostri, come ci mostra l’immagine di copertina, bisbocciano ugualmente al Rugbier in perfetto stile Gvl, consapevoli, anzi certi, che questa squadra stia davvero diventando grande, anche se dai risultati ancora non sembra…