Untaru Mihai Robert


Addirittura un classe 1999 per i Giardini… E l’età media si abbassa notevolmente. Robert, origini rumene, ex calciatore junores del Club Sportivo, fa il suo esordio in maglia Gvl a 17 anni e 4 giorni, infrangendo ogni record
. Dotato di un fisico esplosivo, forte di un’innata reattività nello stretto, dalla stagione 2016-2017 si mette, con impegno e dedizione, a disposizione dei Giardini, e dalla stagione 2019-2020 diventa uno degli intermedi titolari del team. Innesto importante soprattutto per il suo strapotere fisico in campo. Purtroppo la sua parabola in GVL dura molto poco e termina con la stagione 2020/2021, per incompatibilità comportamentali con alcuni elementi del gruppo.

 

Stagione ’16-’17
IL PIU’ GIOVANE  DI SEMPRE
16 presenze e ben 8 goal nell’anno del quarto scudetto Gvl, parlano da sole per comprendere l’importante apporto di questo giovanissimo ragazzo alla causa giardiniana, con alti e bassi dovuti all’età e all’inesperienza certo, ma tra gli alti ci sono serate davvero memorabili. Al suo esordio ufficiale alla prima di campionato contro il Politenniha, ha soltanto 17 anni e 4 giorni e rappresenta il calciatore più giovane di sempre, mai esordito in maglia Gvl. Inizia giocando da pivot, colpendo una traversa clamorosa e mangiandosi qualche golletto… Presto si comprenderà però che, nel futsal, può dare il suo meglio da intermedio offensivo. Le sue prestazioni sono un continuo crescendo fino alla sua gara dell’anno, quella nel girone d’andata contro il BarArgentina. Si presenta come al solito al campo dopo i duri carichi di lavoro degli allenamenti junores, ma stavolta davvero non si vede. Manda in goal Bandini per il vantaggio Gvl, sigla il raddoppio, serve il tris sui piedi di Dimita, ma soprattutto… al minuto 51… con una “puntazza” degna del peggior terzino (finalmente, data la sua mania di calciare sempre pulito), mette il pallone sotto al “7” per il 5-4 definitivo… Un goal vittoria in extremis davvero da urlo, che scatena un monte su di lui e, ai fini della corsa scudetto, peserà come un macigno… Ecco perché il quarto scudetto Gvl è anche molto suo… Tutto questo nel giorno in cui riceve il suo primo “Trofeo Uomo-Squadra”. Come nelle migliori favole… Nel girone di ritorno, in un altro sofferto match, contro il Sant’Ambrogio, sono già dieci le presenze in maglia Gvl… Nella sua stagione ci sono anche passaggi a vuoto, è inevitabile, come la brutta prestazione contro il Polcanto, con i Giardini primi che perdono in goleada… O come qualche atteggiamento spavaldo un po’ al limite nei tornei estivi, ma mai contro i suoi compagni, verso i quali dimostra sempre rispetto, nonostante il brio della giovanissima età. L’augurio è che continui a conciliare calcio e calcetto, affacciandosi di tanto in tanto in visita ai Giardini, perché la sua gioventù è linfa vitale per un gruppo storico sempre più anzianotto.
Stagione ’17-’18
GUAIO DISCIPLINARE
Meno presenze (10), meno goal (soltanto 3) ed un brutto guaio disciplinare nella seconda stagione giardiniana del giovanissimo nr.60. E dire che la inizia stra-bene, con una gara da assoluto protagonista contro il Rifredi alla Sestese (resta alla memoria soprattutto quel super-assist in tunnel…)… In Precampionato contro la Rubino, arriva già la decima rete personale in maglia Gvl. In campionato però non lascia il segno, anzi, spesso si dimostra in gran difficoltà, come nel deludente 1-5 contro RioGallegos…. ma le colpe non sono certo tutte sue… Alla sua età meriterebbe di giocare con continuità per prendere dimestichezza col futsal, cosa che la folta rosa giardiniana non gli consente. Laddove le colpe sono totalmente sue invece è in Virgin Cup contro il South Florence, il picco più basso della sua esperienza giardiniana. In quella sciagurata serata prima perde un pesantissimo pallone che costerà la sconfitta alla squadra… Poi perde proprio la testa e si rende protagonista di una grave rissa nel finale… Seguirà una pesante squalifica. Noi che lo conosciamo bene, confidiamo sia stato solo un brutto incidente di percorso.
Stagione ’18-’19  ESAME DI MATURITA’ Che maturazione. 8 apparizioni ed 8 goal, per un giovane ancora un po’ inesperto del calcetto come lui, parlerebbero già da soli. Ma ciò che più stupisce della sua stagione è sicuramente la maggiore maturità. Forza fisica, qualità, impegno, non erano mai mancati. Ora è cresciuta l’umiltà e con essa la testa che ci mette. I Giardini hanno coltivato in casa una super-pianticella, ora pronta sicuramente ad essere proiettata della cerchia dei titolari. Un problema alla spalla gli ha tolto il calcio. Dispiace per lui, ma i Giardini egoisticamente ne sono quasi felici, visto che senza un tesseramento Figc può essere schierato anche nella categoria Easy. Il momento topico della sua stagione lo vive durante il Torneo Senza Fiato Biancoverde, al quale si presenta con 4 reti all’esordio contro l’AC Tivoli, lanciandosi provvisoriamente in vetta alla classifica marcatori del girone, leadership che difenderà fino alla terza giornata. Tutto molto promettente… Il futuro è suo.
Stagione ’19-’20  FINALMENTE TITOLARE… E FINALMENTE LA CARLA… Finalmente titolare e titolarità significa continuità. Solo la pandemia da Covid impedisce alla sua superstagione di avere numeri ancora più altisonanti, ma 22 apparizioni e ben 27 reti siglate parlano comunque da soli. E’ il Gallo Bottai a fargli spazio, non sentendosi più in grado di onorare a pieno l’impegno preso. Per lui è l’occasione d’oro per entrare in pianta stabile nel team, come bramava da tempo. Ma il vero affare lo fanno i Giardini, che con il suo acquisto in pianta stabile, non perdono quella botta di gioventù che rischiava di mancare vista l’indisponibilità improvvisa di Bottai. Sin dal precampionato, si intuisce subito come il suo enorme potenziale possa definitivamente esplodere con la dovuta continuità. Nella gara contro i fortissimi Los Grondes sigla addirittura un poker e lascia intravedere robe fantascientifiche, che devono solo essere “educate” al footsal… Alla fine della pre-season i goal segnati saranno 6 su 20, miglior marcatore assoluto del team, e se il buongiorno si vede dal mattino… Il suo campionato, che inizia malissimo (tutti ricordano la disastrosa prestazione con l’ASD Oba Oba alla terza), vede invece un rodaggio assai rapido, che sfocia in un’esplosione di giocate che va davvero ogni più rosea aspettativa. Il ragazzo apprende subito ed il suo apporto è impagabile. Anche la testa è meno calda che in passato e tale improvvisa aspirante saggezza, è dovuta soprattutto alla sua inseparabile fidanzata Carla, che dalla gara col PDM (un 5-4 mozzafiato) si tessera è diviene ufficialmente la dirigente accompagnatrice del team. Il primo vero exploit di stagione arriva all’ottava giornata in occasione della goleada inflitta all’ASD Valiant. E’ la prima volta in cui lo si vede davvero giostrare anima e corpo per la squadra. Più dei goal infatti impressionano i suoi inediti assist, le rincorse generose, un repertorio di robe che potrebbe fare sempre (magari…) e che sconcertano… Inizia così, sul finire del girone d’andata, il suo momento top di stagione. Le prestazioni memorabili si susseguono con puntualità. Meritano citazione soprattutto la sua prova contro il The Spit (giocate sopraffini e atteggiamento da footsaler navigato…) e la sua mega-prestazione nel 4-3 al cardiopalma sul Paguro, scontro diretto che permette alla squadra di allungare a +4 sulla più diretta inseguitrice… E’ la serata in cui in molti sarebbero tornati a tirargli le orecchie… Troppe skills, troppi peccatucci di gioventù, sembrava davvero un ingenuo passo indietro, poi, all’ultimo secondo, dell’ultimo minuto, tutta la sua classe esplode di colpo e prende il sopravvento… Dal nulla si mette in proprio e sigla un goal tanto spettacolare quanto pesante per risultato e classifica… Anche l’esultanza che segue la ricorderemo a lungo… Il momento d’oro continua con l’inizio del girone di ritorno… Contro il Kanova è immarcabile, inarrestabile, entra in ogni goal con giocate votate finalmente soltanto al collettivo… E’ già la sua 50esima in Gvl, impreziosita dal 40esimo goal con la numero 60 sulle spalle, una serata davvero da incorniciare. Quando i campionati vengono interrotti, la sera del triste match contro il Now FC, riceve il meritatissimo Trofeo Uomo-Squadra del team (media voto periodo di 6,85…)… Il campionato purtroppo non riprenderà e la sua unica vera soddisfazione sarà quella di essere stato il giardiniano più presente nella competizione (14 apparizioni), non male per uno che fino alla scorsa stagione non era neanche nel gruppo dei titolari. Alla festa di fine stagione del team, dai toni un po’ dismessi visto il periodo, di soddisfazione se ne toglie pure un’altra… La società gli consegna l’ambitissima Coppa Goleador, per i 27 goal stagionali. Lo supera infatti solo il bomber Lamioni, che non può essere però premiato, da regolamento, in quanto già detentore della Supercoppa del Giardino.
Stagione ’20-’21  CAPOLINEA In 9 presenze stagionali seppur condite da ben 8 goal, riesce ad esibire assieme alle sue grandi doti atletiche anche tutto il peggio del suo repertorio. I giardini avrebbero bisogno del Robert straordinario sceso in campo in amichevole all’Olympus contro il Bubamare. In quella serata magica si vede probabilmente la miglior prestazione di sempre, senza foga , con maturità, generosità e testa sulle spalle. Giocate sopraffine, sigla un poker (tra i goal il suo numero 50 in GVL), ma soprattutto regala assist intelligenti e per niente scontati. Purtroppo trattasi di esplosione estemporanea… Non si rivede niente del genere, anzi… All’esordio al torneo Senza Fiato, si dimentica di fatto del match, non si presenta al campo e lascia la squadra in emergenza. I compagni non la prendono bene, ma il presidente Antonelli lo riabilita concedendogli una seconda chance. Alla seconda giornata fa tesserare come dirigente la nuova fidanzata Cornelia. Ci sono tutti i presupposti per ripartire con dedizione,serietà e affetto. Ma non sembra esserci proprio con la testa. Lo sciagurato ottavo di finale contro il San Gaggio sarà ricordato come la sua ultima apparizione in GVL. Litiga con tutti, con i rivali, con l’arbitro (che lo grazia più volte), con i compagni, esasperando i toni e non solo quelli. Fa una pessima figura, ma il peggio è che la fa fare a tutta la squadra. Così proprio no. Capolinea. Alla reunion di fine stagione non può che essere suo il cucchiaio di legno del team.

 

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Flachi Francesco

Inutile dilungarsi troppo in chiacchiere. Tutti sanno chi è Francesco Flachi e tutti immagino quanto sia un vanto per noi annoverarlo in rosa. Provando a descriverlo in poche righe, il più grande talento calcistico fiorentino degli ultimi 30 anni nasce l’8 aprile del 1975 e all’età di 21 anni, nel ’96, giocando nella Fiorentina di Ranieri, alza al cielo al Franchi la Coppa Italia. In carriera vanta due titoli di capocannoniere di Coppa Italia (99-2000 e 2006-2007) con la maglia numero 10 della Samp, quella che davvero sente tatuata sulla sua pelle. Per lui ben 112 goal realizzati in carriera con i doriani, alcuni acrobatici di rara bellezza ancora oggi cliccatissimi su You Tube, secondo solo alla coppia Vialli-Mancini che, senza le maxi-squalifiche, che ne hanno minato precocemente la carriera, avrebbe certamente ripreso. Persino una convocazione in azzurro per un ragazzo dalla simpatia folgorante, che i ragazzi dei Giardini conoscono frequentando il suo locale “il Panino di categoria”. Nasce così una bella amicizia… e nasce così l’incredibile sogno di vestirlo con la numero 53 nero-arancio…

 

Stagione 2013-2014
UNA LEGGENDA IN CAMPIO
L’avventura da sogno di questa leggenda, nel leggendario universo Gvl, inizia quasi per gioco una triste sera di fine autunno, quando i Giardini, reduci da una bruciante sconfitta in goleada contro il più modesto Botswana, si presentano affranti nel suo noto locale fiorentino, il “Panino di Categoria”, come accaduto svariate altre volte… Proprio durante la consegna dei nuovi porta scarpe Gvl, griffati “Urban Dance”, il campione ne prende uno e, con fare paterno e consolatorio la butta lì: “Dal primo gennaio mi scade una squalifica pendente in CSEN per una zuffa in campo… Potrei darvi una mano se siete messi così male…”. Quasi per gioco appunto… Tutti sognano di vivere una simile emozione, ma tutti ci credono poco… Quando lui inizia a dettare le condizioni la cosa si fa un capellino più seria. Qualora si fosse presentato al campo, non sarebbe mai uscito dal terreno di gioco se non per sua volontà, avrebbe giocato punta centrale in modo più calcistico che calcettistico, non avrebbe certo corso a tutto campo… Tranne la fascia di capitano e la numero 10 (richieste eccessive persino per lui) i Giardini si affrettano ad accettare e, come per magia, il sogno si realizza davvero… Alla prima gara del girone di ritorno, in occasione del big-match contro la capolista Sorgane, colui che nell’anno in cui nascevano i Giardini alzava al cielo la Coppa Italia con la maglia della Fiorentina sommerso dai tifosi, indossa l’umile maglia Gvl numero 53 e scrive a caratteri indelebili il suo nome nella storia della squadra. Giocare assieme al famoso “ragazzo gioca bene…”, battere grazie soprattutto alle sue giocate una squadra pluri-campione di Toscana, ha reso tutto il popolo Gvl saturo d’orgoglio. Dall’arrivo al campo con gli “eurini” in mano (pago anch’io eh… sono come voi!!), al suo fare da capitano-allenatore complice la pesante assenza di Maschio… Da come dirige la squadra, come se vi giocasse da secoli, al grandissimo goal in tuffo acrobatico (il primo siglillo…), passando per le punizioni sublimi, i tre pali, gli assist per i goal dei compagni che dall’emozione non dormiranno… I Giardini si impongono 4-3 in una delle partite più memorabili della nostra storia, forse la più memorabile, ma il bello non è tanto quanto accade in campo, bensì cosa lui dichiara dopo… Si dice orgoglioso a sua volta di far parte della più forte squadra di calcio a 5 in cui abbia mai militato… Ci riempie di complimenti, elogi, battute simpatiche. Una notte che non dimenticheremo e che non può che avere un seguito… L’ex stella doriana decide infatti di replicare l’esperienza unendosi ai Giardini per tutta la durata della Golden League Provinciale. All’esordio contro il Grassina segna ben 8 reti dando vita ad uno spettacolo balistico che solitamente costa fior fior di quattrini negli stadi o su Sky… Una roba neanche lontanamente imitabile per noi mortali. Vero anche che stavolta gli avversari a differenza del Sorgane, che vanamente gli teneva due uomini addosso, gli lasciano piena libertà, cosa che lo facilita in attacco, ma che permette loro (bravi) di ripartire sempre in superiorità numerica. Finisce incredibilmente in parità, nonostante le sue reti epiche (su tutte quelle su punizione ed il tiro al volo di prima intenzione sul palo più lontano), cosa che rovina un po’ la festa ai Giardini, chiamati nel post-gara comunque a festeggiare col campione il suo 39esimo compleanno. Salta un paio di gare e si ripresenta con la squadra al comando della classifica del girone contro il FirenzeViola.it… A bordo campo c’è una calca di curiosi. Ad un primo tempo bruttissimo dominato dagli avversari, e che lo vede nervosamente inveire contro i suoi compagni per la figuraccia, segue una ripresa memorabile in cui decide di fatto che i Giardini vinceranno… Le perle non si contano… Dalla rovesciata volante che scheggia la traversa, al delizioso pallonetto che regala l’8-7 finale… Qualche battibecco tragicomico con gli avversari passa decisamente in secondo piano e, per una volta, chiude anche qualche spazio in copertura… Torna a qualificazione acquisita per i quarti di finale contro il TheGami ed eguaglia il record di goal realizzati in una singola partita ufficiale, 8, da lui stabilito poche settimane prima… I più belli sono quelli segnati al volo direttamente su rinvio di Manetti. Davvero memorabile quello in pallonetto. Dopo una partita vinta di fatto da solo il giardiniano con la migliore media realizzativa di sempre illumina anche la semifinale contro la Birreria Centrale. Marcato stretto a uomo stavolta segna “solo” una doppietta, ma garantisce il solito grande spettacolo. Memorabile sul finire quando libera al goal di tacco Zatteri per la rete che vale la finale e che farà il giro del web… Purtroppo l’unica gara un po’ stonata è la finalissima di Golden, dove uscirà dopo pochi minuti per noie fisiche con i Giardini già sotto 0-4… Troppi impegni sportivi ravvicinati sembra gli abbiano giocato un brutto scherzo. Lascia comunque con una media di 4 goal a partita, da capocannoniere assoluto di Golden (23 centri personali) e, a prescindere dal finale, ricevendo un grande GRAZIE collettivo per la bellissima esperienza. A fine stagione solo i suoi trascorsi di serie A gli negano d’ufficio il Trofeo Uomo-Squadra estivo, che viene girato al più umano Steo Dimita…

 

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Botelho Souto “Normando”

“Normando” Botelho Souto è il primo sudamericano ad entrare nel giro dei Giardini di Via Locchi. Proveniente dalla Fiorentina FootSal, squadra di serie C di calcetto, oltre ad essere un bizzarro simpaticissimo carioca (le sue massime fanno epoca nello spogliatoio), è una punta brasiliana classe ’75 in grado di fare davvero  la differenza su ogni campo. Classe sopraffina, una tecnica importante, un gran bel tiro ed una capacità di difender palla davvero d’altra categoria, purtroppo, nonostante l’età, ancora non molto disciplinato tatticamente… Ma, si sa, i brasiliani ce l’hanno nel sangue… Farebbe tutto col tacco, anche i falli laterali… La sua parabola in GVL dura dalla stagione 2004/2005 alla stagione 2011/2012.

 

Stagione ’04-’05
TRA GLI SCACCHI UN VERDEORO!

Al terzo campionato di promozione dei Giardini, viene tesserato questo talento inesploso del calcio sudamericano, capace di giocare a passo di samba… Nonostante l’annata un po’ sottotono della squadra, quando c’è lui in campo il divertimento è assicurato, nonostante disciplinarlo tatticamente sia sempre impresa ardua. Il suo biglietto da visita sono 19 goal in appena 9 presenze… Davvero difficile far meglio…Il suo esordio con goal avviene contro l’Axa Sim, ed è subito vittoria per 9-2! Ma qualcuno gli fa subito notare che non occorre sempre scartare il portiere per far goal… Dopo un’opaca prestazione contro la “Corazzata Potionkin”, dovuta al gelo per lui insopportabile, torna prepotentemente a brillare contro il Riko, quando gioca la sua gara dell’anno. E’ semplicemente sensazionale, segna sei reti, una più bella dell’altra, mettendo a sedere a turno tutta la difesa avversaria! I suoi alti e bassi tattici ne condizionano un po’ la continuità di rendimento, ma ai Play-Off torna assoluto protagonista contro la “CRAL dipendenti Comunali”, quando porta letteralmente Copacabana a Firenze. Goal di tacco, dribbling a tutto campo, gli avversari sono a bocca aperta, ma la vittoria non arriva uguale… Un giocatore del genere, divertirà sempre, ma per essere più concreto dovrà anche entrare a pieno nei dettami tattici del team. Alla festa di fine anno viene premiato con il trofeo Uomo-Squadra estivo per il grandioso finale di stagione.

 

Stagione ’05-’06
GOAL DI ESTATE…

L’asso barsiliano, genio e sregolatezza, ha faticato non poco, in questa stagione, a ritagliarsi i suoi spazi. Una gara storta ad inizio stagione e la buona salute della rosa, lo hanno allontanato dal gruppo fino all’estate, quando, come al solito ai primi caldi, è riesploso con tutto il suo estro. Protagonista a suon di goal sia al Torneo “Senza Fiato”, che al Trofeo Estivo Csen. Nel primo, dopo il match con le Sciampiste, si è addirittura ritrovato capocannoniere provvisorio del Torneo con 6 goal in 2 match. Più alti e bassi invece nel Torneo Estivo. Si va dal deludentissimo “4” in pagellino contro i Custos, a buone gare e splendidi goal come quello di tacco al Gruppo Sportivo Grassina, festeggiato con la storica frase “fringuello libero gioca meglio”, dedicata alla sua bizzarra abitudine di giocare senza mutande… Stecca la finale pur siglando il suo rigore di competenza.

 

Stagione ’06-’07
TANTI GOAL, POCO GIOCO

7 presenze e ben 13 goal per la terza stagione con i Giardini dell’asso brasiliano. Numeri che impressionano molto più, in realtà, di quanto abbia impressionato in campo lui. Solo in un’occasione infatti, ancora in fase di precampionato, dimostra tutto il suo valore e si rivela stranamente altruista e diligente. Si tratta del 12-0 inflitto dai Giardini al Punto Altetico. Laddove non è lui a segnare, suoi sono gli assist. Ma questa gara eccezionale resta una goccia nel deserto, seguita da gare “normali” se non addirittura trash-splatter (da vomito), come la prova molto deludente offerta contro l’Atletico Despar. Forse il peggior Normando finora con i Giardini. L’anarchia tattica fatta persona. Anche se ha dalla sua forti attenuati, prima su tutte il non giocar con continuità. La buona prova, finalmente tatticamente disciplinata e di sostanza, fornita col Peyote ai play-off, spinge la società in emrgenza a ricorrere a lui nel match dell’anno, ai sedicesimi di finale contro il Ferrucci. Ma resta a secco, mangiadosi un goal fatto per la bramosia di segnare di tacco… e per i Giardini niente promozione.

 

Stagione ’07-’08
ESEMPIO DI CORRETTEZZA… E DI INAFFIDABILITA’

17 reti stagionali, un buon bottino, ma la sua stagione non va molto oltre questo… Inizia male esibendo le solite tare in amichevole contro la Stella Beige: probabilmente pensa che i retropassaggi portino sfiga, che passare nuocia gravemente alla salute e via discorrendo… Sbaglia pure un rigore… In campionato scende in campo 5 volte e va in doppia cifra, realizzando 10 goal, ma non lascia mai il segno davvero, anzi, si fa ricordare più in negativo. Ci ricordiamo ad esempio del match contro il Peyote, una prestazione inguardabile, da “4” tondo, con l’aggravante di essersi presentato al campo a gara iniziata. Il fondo lo tocca nel match che si rivelerà il più difficile dell’anno per i Giardini, quello contro il “Curiel” in Golden League, quando senza neppure avvertire non si presenta al campo costringendo la squadra a giocare in 5 giocatori precisi. Oltre all’inaffidabilità più assoluta si distingue in negativo per l’atteggiamento fin troppo carioca tenuto nella partita del Trofeo Bianco-Verde, contro il “Campino”, terminata in rissa soprattutto a causa dell’attaccante brasiliano, reo di aver cercato continuamente tunnel, colpi di tacco, giocate ad effetto, nonostante il risultato largamente acquisito. Lati genetici del suo carattere, ahinoi, che fortunatamente non vanno di passo con la sua invece indiscutibile correttezza. Proprio lui riceve infatti dalla società alla festa di fine stagione, il prestigioso “Trofeo Fair-Play – Giocatore Modello”, grazie all’invidiabile cifra di “0” cartellini rimediati nelle 11 presenze stagionali disputate. Bravo.

 

Stagione ’08-’09
PARABOLA DISCENDENTE…

6 apparizioni opache senza lasciare il segno come un tempo… Se ci si sofferma sui goal, 12, parrebbe la solita stagione prolifica… Ma le prestazioni non sono mai state all’altezza dei suoi numeri, tranne forse il generoso match estivo contro l’ A.S.Krokko. Corpo estraneo alla squadra, mai una giocata votata al collettivo, mai un lampo di genio contro un avversario degno di nota, mai un accenno ad un reale impegno. Quel che è peggio è che la scarsa affidabilità, se possibile, è peggiorata ulteriormente. Ritardi al campo, defezioni dell’ultima ora senza giustificazione e addirittura senza avvertire i compagni, anche alla partitella-festa di fine anno, quando doveva presentarsi coi bambini. La sua esperienza ai Giardini sembra giunta al capolinea.

 

Stagione ’09-’10
LA ROVESCIATA AL SORGANE

La rovesciata volante che si insacca al “7” contro addirittura il Sorgane calcio a 5, è un vero e proprio cammeo, ma resta l’unico momento davvero magico di una stagione vissuta tutt’altro che da protagonista. Solo 3 presenze, età che avanza, affidabilità sempre ai minimi termini e prestazioni magiche che ormai non compaiono più da tempo. I 5 goal segnati però, sono tutti in Golden League, e questo rappresenta certo un pregio.

 

Stagione ’10-’11
MEDIAGOAL DA URLO

7 retiin sole 3 apparizioni, per una media rete stagionale di 2,33… L’ottava migliore di sempre nell’intera storia societaria… Tuttavia trattasi di tre prestazioni non eccelse, in tre rispettive amichevoli, contro New Team e SanGiusto… Il senso del goal non si discute, ma manca ormai tutto il resto e si comporta da corpo completamente estraneo alla squadra.

 

Stagione ’11-’12
CIRCO E BIDONI
Un’unica presenza alla primissima gara di pre-campionato, quando pur siglando la doppietta della sconfitta da vergogna contro l’ITP Klan, risulta tra i peggiori per l’innumerevole collezione di palle sprecate sotto-porta grazie ai suoi immancabili colpi di tacco senza senso, alle rabone inutili, a tutto quel repertorio che lo farebbe subito assumere da Moira Orfei per il circo… Il campo è un altra cosa… Dalle gesta circensi contro l’ITP si passa direttamente ai tanti bidoni rifilati ai compagni dopo aver garantito la disponibilità… Il suo talento non si discute ma, bisogna farsene una ragione, non è davvero più possibile fare affidamento su di lui, neppure per giocare a panchine ai giardinetti…

 

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Cadetto Gino

 

Cadetto Gino è il personaggio più pittoresco della squadra. Amico eterno del Patron Fondatore Zatteri (dividevano i banchi di scuola alle medie), dal 1999 al 2003 ha ricoperto ufficialmente la carica di allenatore-giocatore dei Giardini, alla Gianluca Vialli nel Chelsea (con importanti agganci in federazione;-). I suoi gridi dalla panchina, resteranno per sempre nel cuore della curva… La sua simpatia, anche fuori dal campo, la sua grande disponibilità alle zingarate, fanno di lui da sempre una delle figure simbolo di questo leggendario gruppo di amici. Responsabile vendite nello storico negozio di famiglia, l’Elettromarket (per anni sponsor dei Giardini), ha sposato Anna nel 2008 ed è padre dei simpaticissimi eredi Niccolò del 2011 e Davide del 2016. Nella vita privata, a parte le gite culinarie in cui ama coinvolgere tutti, ha avuto una sola grandissima altra passione sportiva, che purtroppo lo ha allontanato anche un po’ dal calcetto, ma non dai suoi amici di una vita (che frequenta sempre con assiduità): le freccette! E’ stato in assoluto infatti, a detta di tutti gli addetti ai lavori, il numero uno in Toscana, e ha per anni scalato vertiginosamente la classifica nazionale, rendendo fiero tutto il popolo GVL!!

Stagione ’99-’00 – IL FAMOSO GOAL DI “SKREKKA” DEL NUOVO MISTER
Pur unendosi al team solo ora, Cadetto è uno degli storici elementi del gruppo più antico. Inizialmente si inserisce come giocatore, poi, la sua mole non agilissima, la sua scarsa dimestichezza tattica e il suo carisma da trascinatore, lo trasformeranno nel primo storico allenatore della storia dei Giardini, a lungo cercato dalla società. Ma da calciatore si toglie comunque una grande soddisfazione: sono in pochi, come lui, a vantare una doppietta nella gara d’esordio. Per l’occasione, al “Bologna” contro le “Cure”, oltre ad un gran goal di rapina, riesce a segnare di testa, quello che passerà alla storia come il famoso “goal di skrekka”! Tuttavia le sue 8 presenze, sono niente a confronto delle tantissime gare seguite da mister, che lo hanno fatto diventare fondamentale, al pari del sestetto titolare.
Stagione ’00-’01 – IL NUOVO SPONSOR ELETTROMARKET
7 presenze e un goal (su rigore alle “Cure”) sono la testimonianza di un paio di scarpette appese ormai al chiodo, per calarsi anima e corpo nel ruolo di allenatore. Da questa stagione, Cadetto, inizia ad occuparsi seriamente della gestione del team, ricava in sede CSEN importanti dritte sugli avversari, apre, con lo sponsor Elettromarket, un rapporto davvero proficuo, per la squadra. Ad inizio stagione parteciperà con le alte cariche della società, alla riunione federale al Museo del calcio di Coverciano. Anche grazie ai suoi metodi, la squadra raggiunge presto la vetta in classifica e conserva l’imbattibilità per ben 9 turni! Alla fine dell’anno arriverà uno storico terzo posto, e la prima qualificazione ai Play Off provinciali della squadra, che, con Cadetto, avrà di che festeggiare. Pur non onorando tali finali, la squadra, ora dotata di un mister professionale, ha posto basi importanti per il futuro.
Stagione ’01-’02 – L’ALLENATORE DELLA PROMOZIONE
Ormai non è più un giocatore (0 presenze nell’arco di tutta la stagione), Cadetto è semplicemente il mister dei Giardini, nell’anno della storica promozione… e da quel punto di vista, non salta una partita! In modo maniacale, quasi fanatico, segue persino le gare degli avversari, per preparare al meglio la squadra verso il salto di categoria, che avviene, anche grazie alla sua devozione totale alla causa societaria! Alla festa-promozione di fine anno la squadra consegna a lui, la “Coppa del Secondo posto in campionato”, considerandolo l’elemento più prezioso del team!
Stagione ’02-’03 – UN FULMINE A CIEL SERENO!
Dopo una stagione assai difficile, per tutte le sfortune che colpiscono i Giardini, mister Cadetto, che comunque non ha nessuna colpa particolare, come un fulmine a ciel sereno, annuncia le sue incomprensibili ed inattese dimissioni da allenatore. E pensare che per tutta la stagione si era mostrato fiero di allenare un simile team, nelle numerosissime interviste, davanti alle telecamere di Tele37, canale televisivo con il quale proprio lui aveva stipulato un accordo… Comunque, come tutti i grandi, lascia la scena, dopo una prestazione eroica, quando contro il Byron F.C., in Coppa Europa, compie un gesto senza precedenti nella storia del club. Gobbaccio deluso, di ritorno dalla sventurata (x lui!!) trasferta in terra inglese a Manchester, in uno stato comatoso, dopo 80 ore da incubo, tra viaggio e partita, appreso che la squadra è in piena emergenza, si precipita direttamente al campo, per difendere la porta a scacchi. C’è solo da applaudire e da non dimenticare mai un simile esempio, che, come logico, rimedia un “9” tondo nel pagellino!
Stagione ’18-’19 – ALA SINISTRA CON SPACE CAKE
Incredibile. E’ l’unico modo per descrivere il suo ritorno in campo ben 16 anni dopo l’ultima apparizione… Come è noto da tempo aveva abbandonato il prato verde… Nel frattempo era diventato marito con un memorabile matrimonio lucano zeppo di Gvl, era diventato padre di due simpaticissimi eredi, aveva scalato le classifiche nazionali di freccette, ma per il pallone le porte, per oltre tre lustri, sono rimaste chiuse… L’attesissimo ritorno non poteva avvenire in modo più romanzesco e nella stagione migliore, ovvero quella in cui i suoi amici gli regalano un’indimenticabile trasferta all’Oktober Fest per festeggiare il suo 40esimo. Una gita confezionata per lui davvero da sogno… Non è ancora finita la stagione, che si unisce con gioia ad una seconda trasferta europea, se possibile, ancor più memorabile… Quella ad Amsterdam dedicata all’addio al celibato del neo-presidente Antonelli. Dopo ore, giorni, dedicati alla pura devastazione morale e fisica, i suoi compagni di viaggio provano a dare anche un barlume di senso sportivo alla spedizione, e durante una gita in bicicletta nel VondelPark (lui è in tandem con lo sposo…), che segue oltre tre ore di Bulldog, si pensa bene di sfidare un’altra comitiva di disgraziati in un match calcistico internazionale, il primo nella storia dei Giardini. Certo lui non si può tirare indietro e, dopo gli inni nazionali canonici, si rimette quelle scarpette appese al chiodo 16 anni prima… La pagella reciterà un “8” tondo, perché la sua prestazione, addirittura sull’ala sinistra, mette in evidenza quantità e qualità oltre ogni più rosea aspettativa. Forse approfitta del fatto di essere l’unico, tra tutti i presenti, a non essere ubriaco e a non aver consumato alcunché al Bulldog, ma sicuramente ha tracce di SpaceCake ancora in circolo ed ha comunque lo stomaco pieno di una quantità incredibile di aringhe crude. Basta la sobrietà comunque, per rivelarsi la vera arma impropria del team, in grado di emergere dal cottume collettivo. Applausi scroscianti… Non resta che aspettare di vedere quanti decenni passeranno prima di rivederlo in campo ancora…
Stagione ’24-’25 – GITE SPASSOSE
A distanza di qualche anno, pur collezionando zero presenze con la maglia dei Giardini (non è decisamente più un tipo molto sportivo), merita una scheda stagionale tutta sua, per il suo essere campione totale in gite GVL… Non che sia una novità per lui, ma in questa stagione ne affronta ben due, entrambi memorabili, confermando il suo carattere spassoso e divertente, in perfetto spirito giardiniano. Ci riferiamo in particolare alla sua partecipazione alla spedizione GVL all’Oktober Fest a fine settembre (quanta trama in quei pochi giorni…) e alla gita organizzata a Cipro con famiglia e famiglia patronale, altrettanto memorabile. Essere pazzescamente di compagnia resta la sua più grande dote, che non viene minimamente intaccata dal passare degli anni…
Stagione ’25-’26 – LA COMPARSA CHE COMMUOVE
Oltre all’ennesima zingarata europea coi Giardini, stavolta vissuta in quel di Magonza, coi fedelissimi Maschio, Viappiani e Antonelli, merita, anche in questa mitica stagione del trentennale GVL, una scheda personale tutta sua, per quella comparsata a sorpresa a fianco del figlio Niccolò all’Isolotto, la sera della prima storica finale Top League della storia giardiniana… I Giardini si giocano la palma dei migliori della provincia e veder giungere alla finale un personaggio come lui, sempre colonna portante del gruppo, ma magari mai troppo presente per le questioni di campo, uno che ha vissuto la nascita dell’epopea GVL fin dagli albori, in quel preciso momento lì, ha davvero emozionato tutti i presenti e fatto scendere la lacrimuccia ai più sensibili.

 

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Luti Filippo

Luti Filippo, fiorentino DOC di Campo di Marte, laureato in storia ed oggi impiegato per l’università degli studi di Firenze, è stato, dal punto di vista tecnico, il più grande attaccante dei Giardini di Via Locchi della prima ora. Nel suo primo campionato, nonostante sia protagonista di un episodio che determinerà una svolta sfavorevole per la squadra, ha fatto vedere in campo doti da vero campione. Dotato di dribbling e potenza sottoporta devastanti, ha risolto molti guai alla squadra. Le sue giocate da applausi rimarranno per sempre nel cuore di tutti. Un lungo infortunio e qualche comportamento anarchico che ha creato problemi nello spogliatoio, lo hanno un po’ allontanato dal gruppo, ma a distanza di 9 anni, divenuto padre della bellissima Viola Ludovica, lui, che ricorda ancora con piacere la sua esperienza nei Giardini e la sua serie di record impressionanti, ha trovato il tempo talvolta di tornare, e volentieri, a calcare i prati verdi con la sua gloriosa numero 9.

Stagione ’98-’99 – IL RE DEI BOMBER
11 presenze, 35 goal: le cifre parlano da sole! Mai nessuno ha avuto le medie così impressionanti, di colui che ha forgiato i Giardini dei record del ’98, una squadra che, data la grande forma del suo bomber, si adegua al suo gioco individualistico attuando anche il catenaccio. Fino a quando tutto funziona, i compagni lo sostengono, ma poi il giocattolo si rompe. Un infortunio infastidisce Filippo il quale durante una gara ripercuote ingiustamente i suoi malumori sulla squadra lasciandola in grosse difficoltà. Luti si accorge di aver sbagliato e chiede scusa allo spogliatoio, ma poi non è più lo stesso. Negli ultimi match gira a vuoto e poi, complice i problemi a un piede che non cessano, termina anticipatamente la stagione anche se avrebbe potuto sicuramente stringere i denti in modo e restare più vicino alla squadra. Dal punto di vista tecnico, però, c’è solo da imparare: in ogni gara impressiona la platea con gesta d’autore e, quando a metà campionato è capocannoniere di tutti i campionati di Prima Categoria, strappa articoli sui giornali sportivi provinciali. Da ricordare soprattutto la cinquina rifilata alla Fiorentinagas (tutti goal da campione, da ogni posizione); da dimenticare invece la sceneggiata nel big match, contro il “Viola Calcio a 5”, quando, innervositosi, tira i remi in barca, bofonchiando contro tutto e tutti. Quando contro l’ “Officina Mani Nere”, gioca fermo e svogliato, non merita più la fiducia della squadra e il giocattolo, fino allora perfetto, si rompe…
Stagione ’07-’08 – LACRIMUCCE DI COMMOZIONE…
Lacrimucce di commozione per i tifosi dei Giardini, che dopo 9 anni (9!!), in un’autunnale serata di anonimo precampionato alla Floriagafir, possono riabbracciare lo storico bomber dei Giardini dei record 98-99… 9 anni in più, una meravigliosa bambina, tanti, troppi anni lontano dal gruppo e dal calcetto, ma un’amicizia che evidentemente è sopravvissuta nel tempo. Ora bomber Luti va un po’ più a rilento, ovvio, ma è diventato addirittura altruista. Alla fin dell’anno avrà giocato 3 gare con i suoi vecchi compagni, tornando addirittura al goal, nientepopodimeno che in “Golden League”, contro il “Sorgane calco a 5”. Alla festa di fine anno si presenta con la compagna, la simpaticissima Betta, al match misto organizzato dal nuovo presidente Bandini, tanto per far vedere come intende restare nel gruppo ogni qualvolta i Giardini necessitino del suo talento intramontabile. Il suo non è stato, si spera, un semplice passaggio di testimone ai ragazzi, che, per ironia della sorte, proprio dopo averlo riabbracciato seppure per pochi minuti in campo, hanno vinto il loro primo campionato, battendo proprio il record dei suoi Giardini (vittoria per le prime 7 giornate di fila…)…
Stagione ’09-’10 – ANCHE PORTIERE !?!
Dopo un altro anno di pausa, riecco lo storico bomber a dar man forte ai Giardini recentemente bi-scudettati. 3 presenze, di cui una addirittura in porta, e 8 goal, giusto per ribadire che saper segnare, non è una cosa che si dimentica col tempo… 4 goal al Derbolina in precampionato, poker anche alla “Orso Bruno” in campionato, tanto che la sua media realizzativa record migliora ulteriormente: 2,75 goal a partita!!! Dopo un solo match è settimo in classifica cannonieri del torneo. Col Tortuga la voglia di goal ci sarebbe stata, ma si immola per i Giardini sacrificandosi nell’insolito ruolo di portiere, data l’emergenza improvvisa, con risultati, anche lì, più che discreti.
Stagione ’10-’11 – IL GOAL TREMILA!!
In due sole apparizioni trova il modo di lasciare il segno dal punto di vista storico statistico, come d’abitudine. Ciò avviene nel match di preseason contro il Peyote quando dopo aver segnato di tacco, sigla la doppietta che rappresenta il goal numero 3mila dell’intera storia societaria… Davvero importante per i Giardini che a segnare un goal così pesante storicamente, sia un vero glorioso bomber, colui che ancora detiene la media-goal record del team (2,55 goal a partita). Decisamente più anonimo nella seconda occasione, nella brutta sconfitta in campionato contro l’Ellera.
Stagione ’11-’12 – “VECCHIETTO” COI PIEDI BUONI 🙂
Una sola apparizione in pre-campionato col Peyote… La squadra perde e anche l’ex bomber glorioso non va un granché. I piedi sono sempre buoni, ma l’età avanza e il minutaggio diminuisce… Quando disponibile resta comunque una preziosa e più che valida alternativa.