22 Cadetto Gino

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22
Nome
Cadetto Gino
Nazionalità
ita Italia
Posizione
Attaccante Pivot
Stagioni
1999-2000, 2000-2001, 2001-2002, 2002-2003, 2018-2019

Cadetto Gino è il personaggio più pittoresco della squadra. Dal 1999 al 2003 ha ricoperto ufficialmente la carica di allenatore-giocatore dei Giardini, alla Gianluca Vialli (con importanti agganci alla federazione;-). I suoi gridi dalla panchina, resteranno per sempre nel cuore della curva… La sua simpatia, anche fuori dal campo, fa di lui da sempre una delle figure simbolo di questo leggendario gruppo di amici. Commesso nel negozio di famiglia, lo storico Elettromarket, ha sposato Anna nel 2008 ed è padre dei simpaticissimi eredi Niccolò del 2011 e Davide del 2016. Nella vita, a parte le gite culinarie in cui ama coinvolgere tutti, ha una sola grandissima passione sportiva, che purtroppo lo ha allontanato anche dal calcetto, ma non dai suoi amici di una vita che frequenta con assiduità: le freccette! E’ in assoluto, a detta di tutti gli addetti ai lavori, il numero uno in Toscana, e sta scalando vertiginosamente la classifica nazionale!!

Stagione ’99-’00
IL FAMOSO GOAL DI “SKREKKA” DEL
NUOVO MISTER

Pur unendosi al team solo ora, Cadetto è uno degli storici elementi del gruppo più antico. Inizialmente si inserisce come giocatore, poi, la sua mole non agilissima, la sua scarsa dimestichezza tattica e il suo carisma da trascinatore, lo trasformeranno nel primo storico allenatore della storia dei Giardini, a lungo cercato dalla società. Ma da calciatore si toglie comunque una grande soddisfazione: sono in pochi, come lui, a vantare una doppietta nella gara d’esordio. Per l’occasione, al “Bologna” contro le “Cure”, oltre ad un gran goal di rapina, riesce a segnare di testa, quello che passerà alla storia come il famoso “goal di skrekka”! Tuttavia le sue 8 presenze, sono niente a confronto delle tantissime gare seguite da mister, che lo hanno fatto diventare fondamentale, al pari del sestetto titolare.
Stagione ’00-’01
IL NUOVO SPONSOR ELETTROMARKET
7 presenze e un goal (su rigore alle “Cure”) sono la testimonianza di un paio di scarpette appese ormai al chiodo, per calarsi anima e corpo nel ruolo di allenatore. Da questa stagione, Cadetto, inizia ad occuparsi seriamente della gestione del team, ricava in sede CSEN importanti dritte sugli avversari, apre, con lo sponsor Elettromarket, un rapporto davvero proficuo, per la squadra. Ad inizio stagione parteciperà con le alte cariche della società, alla riunione federale al Museo del calcio di Coverciano. Anche grazie ai suoi metodi, la squadra raggiunge presto la vetta in classifica e conserva l’imbattibilità per ben 9 turni! Alla fine dell’anno arriverà uno storico terzo posto, e la prima qualificazione ai Play Off provinciali della squadra, che, con Cadetto, avrà di che festeggiare. Pur non onorando tali finali, la squadra, ora dotata di un mister professionale, ha posto basi importanti per il futuro.
Stagione ’01-’02
L’ALLENATORE DELLA PROMOZIONE
Ormai non è più un giocatore (0 presenze nell’arco di tutta la stagione), Cadetto è semplicemente il mister dei Giardini, nell’anno della storica promozione… e da quel punto di vista, non salta una partita! In modo maniacale, quasi fanatico, segue persino le gare degli avversari, per preparare al meglio la squadra verso il salto di categoria, che avviene, anche grazie alla sua devozione totale alla causa societaria! Alla festa-promozione di fine anno la squadra consegna a lui, la “Coppa del Secondo posto in campionato”, considerandolo l’elemento più prezioso del team!
Stagione ’02-’03 UN FULMINE A CIEL SERENO!
Dopo una stagione assai difficile, per tutte le sfortune che colpiscono i Giardini, mister Cadetto, che comunque non ha nessuna colpa particolare, come un fulmine a ciel sereno, annuncia le sue incomprensibili ed inattese dimissioni da allenatore. E pensare che per tutta la stagione si era mostrato fiero di allenare un simile team,  nelle numerosissime interviste, davanti alle telecamere di Tele37, canale televisivo con il quale proprio lui aveva stipulato un accordo… Comunque, come tutti i grandi, lascia la scena, dopo una prestazione eroica, quando contro il Byron F.C., in Coppa Europa, compie un gesto senza precedenti nella storia del club. Gobbaccio deluso, di ritorno dalla sventurata (x lui!!) trasferta in terra inglese a Manchester, in uno stato comatoso, dopo 80 ore da incubo, tra viaggio e partita, appreso che la squadra è in piena emergenza, si precipita direttamente al campo, per difendere la porta a scacchi. C’è solo da applaudire e da non dimenticare mai un simile esempio, che, come logico, rimedia un “9” tondo nel pagellino!
Stagione ’18-’19 ALA SINISTRA CON SPACE CAKE Incredibile. E’ l’unico modo per descrivere il suo ritorno in campo ben 16 anni dopo l’ultima apparizione… Come è noto da tempo aveva abbandonato il prato verde… Nel frattempo era diventato marito con un memorabile matrimonio lucano zeppo di Gvl, era diventato padre di due simpaticissimi eredi, aveva scalato le classifiche nazionali di freccette, ma per il pallone le porte, per oltre tre lustri, sono rimaste chiuse… L’attesissimo ritorno non poteva avvenire in modo più romanzesco e nella stagione migliore, ovvero quella in cui i suoi amici gli regalano un’indimenticabile trasferta all’Oktober Fest per festeggiare il suo 40esimo. Una gita confezionata per lui davvero da sogno… Non è ancora finita la stagione, che si unisce con gioia ad una seconda trasferta europea, se possibile, ancor più memorabile… Quella ad Amsterdam dedicata all’addio al celibato del neo-presidente Antonelli. Dopo ore, giorni, dedicati alla pura devastazione morale e fisica, i suoi compagni di viaggio provano a dare anche un barlume di senso sportivo alla spedizione, e durante una gita in bicicletta nel VondelPark (lui è in tandem con lo sposo…), che segue oltre tre ore di Bulldog, si pensa bene di sfidare un’altra comitiva di disgraziati in un match calcistico internazionale, il primo nella storia dei Giardini. Certo lui non si può tirare indietro e, dopo gli inni nazionali canonici, si rimette quelle scarpette appese al chiodo 16 anni prima… La pagella reciterà un “8” tondo, perché la sua prestazione, addirittura sull’ala sinistra, mette in evidenza quantità e qualità oltre ogni più rosea aspettativa. Forse approfitta del fatto di essere l’unico, tra tutti i presenti, a non essere ubriaco e a non aver consumato alcunché al Bulldog, ma sicuramente ha tracce di SpaceCake ancora in circolo ed ha comunque lo stomaco pieno di una quantità incredibile di aringhe crude. Basta la sobrietà comunque, per rivelarsi la vera arma impropria del team, in grado di emergere dal cottume collettivo. Applausi scroscianti… Non resta che aspettare di vedere quanti decenni passeranno prima di rivederlo in campo ancora…