Francesco Flachi E’ Un GVL

Neanche ci rendiamo conto di chi stiamo parlando… Giusto ieri patron Zatteri rinfrescava a tutti la memoria, tempestando di dati pazzeschi la chat dei Giardini… L’attaccante Francesco Flachi, nato l’8 aprile del 1975 a Firenze, quando furono fondati i Giardini di via Locchi calcio a 5, nel 1996, alzava al cielo la Coppa Italia con la maglia della Fiorentina… Quella sera, sul prato del Franchi, letteralmente sommerso dai tifosi, molti di noi erano lì, ad attendere quella gloriosa Viola di mister Ranieri… Lui era alla prima vera soddisfazione della carriera, noi, calcettisticamente, eravamo appena nati. Considerato il più grande talento calcistico nato sul suolo fiorentino, perlomeno negli ultimi 30 anni, Flachi vanta in carriera due titoli di capocannoniere assoluto di Coppa Italia (1999-2000 e 2006-2007) con la maglia numero 10 della Sampdoria, quella che sente come tatuata sulla pelle. Con la Samp ha realizzato la bellezza di 112 reti, molte in serie A, alcune, davvero celebri, in rovesciata volante… Reti che resteranno nella storia del calcio italiano e che ancora oggi spopolano su YouTube. Trattasi del terzo miglior marcatore di sempre nella storia doriana. Meglio di lui solo Vialli e Mancini, per una ventina di goal… Li avrebbe certo presi senza le pesanti maxi-squalifiche che gli hanno di fatto accorciato la carriera. Francesco Flachi, uno che vanta persino una convocazione in nazionale, seppur senza esser mai sceso in campo in azzurro, decide improvvisamente, a 38 anni, di scendere in campo con la maglia dei Giardini di via Locchi… Una roba che apparentemente non sta né in cielo né in terra… Tutti noi ci ricordiamo la curva Fiesole che cantava a squarciagola negli anni ’90: “IL RAGAZZO GIOCA BENE, IL RAGAZZO GIOCA BENEEEEE!…”… Quel ragazzo… ora cresciutello in verità, decide di mischiarsi a noi, umili, ma appassionatissimi, calcettofili… Basterebbero questi dati incredibili a far capire come la stima nostra, nei suoi confronti, sia davvero illimitata. Stima che viene amplificata oggi dal fatto che, conoscendolo di persona, sappiamo apprezzare la sua genuinità, la sua spiccata simpatia, il suo enorme sapere di calcio. Quello che non era minimamente pronosticabile è la reciprocità di tale sentimento. Anche Francesco ci stima. E le sue parole all’esordio, all’uscita dal campo, commuovono ancor più della sua prestazione mirabolante, che ha permesso ai Giardini di battere 4-3 una squadra pluri-campione di Toscana, pressoché imbattibile, come il Sorgane. Queste le testuali parole di Francesco: “Ragazzi, a vedervi al Panino, non vi davo due lire. Pensavo -questi fanno ridere…-:-)… Invece siete la squadra di calcio a 5 in assoluto più forte con cui ho giocato. Non scherzo. Conoscete il gioco, siete ignoranti al punto giusto e siete un bel gruppo affiatato. Mi sono davvero divertito e tornerò sicuramente…”… Poi, nel post-gara, piovono commenti sul match, sentitissimo anche da lui, e considerazioni che faranno epoca… “Emerson! (Rivolgendosi al Serma…) Che giocatore che sei Emerson!!”… Il suo preferito è stato senza dubbio il portierone Manetti: “Faresti comodo anche alla Fiorentina! Ha fatto delle parate incredibili… Mi ricordavi Dida nella finale di Champions col Milan…”. Col Patron poi le battute più divertenti: “Riccardino! Dormirai stanotte Riccardino?? Ti aspettavi di fare goal su un mio assist!”… Risposta: ovviamente “no” ad entrambe le domande… E poi il numero di maglia… Quel magico 53, che i Giardini temevano di affibbiargli in base ad un mero calcolo ordinario (è il 53esimo tesserato dle club), e che invece ha apprezzato eccome. 53 è l’anno di nascita della madre… Manco a farlo di proposito… Poi, sono sempre sue parole: “5+3 fa 8, il mio giorno di nascita”! E la sua muta nuova di zecca se l’è subito portata a casa gelosamente per le prossime apparizioni in Gvl. Perché Francesco tornerà. Lo ha garantito. Metterà il suo estro, la sua esperienza, i suoi incredibili numeri, a servizio dei Giardini di via Locchi. 30 gennaio 2014. Una data che non scorderemo mai. Un giorno in cui, nel nostro piccolo, siamo entrati anche noi nella storia del calcio. Ci siamo sentiti davvero parte di un qualcosa di grande. La semplicità, la disponibilità, la semplice voglia di divertirsi di questo fenomeno (oltre al grandissimo corteggiamento del giardiniano DOC Pippo Pieri, il primo a credere in tale sogno e, non a caso, colui che lo ha rapito al Panino nel pre-partita!!), hanno reso possibile questo momento unico, questo ennesimo sogno nero-arancio divenuto realtà.


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